venerdì 23 dicembre 2016

Jim Morrison: The Lost Paris tapes

Quando un artista sexy e trasgressivo come Jim Morrison muore nel fiore degli anni, è naturale che parta la caccia all’inedito da mandare in stampa con il duplice scopo di placare la sete dei fan disperati e riempire il portafoglio dei più o meno  legittimi detentori della traccia in questione.

Un esempio clamoroso è rappresentato da Jimi Hendrix, del quale continuano ad uscire album ufficiali, ora che gli eredi hanno potuto fare ordine dell’immenso materiale incompiuto lasciato dal chitarrista di Seattle, ma di cui si conoscono almeno una cinquantina di dischi usciti post-mortem, messi insieme utilizzando da produttori e tecnici di studio utilizzando perfino ritagli di nastro finiti nella spazzatura o registrazioni effettuate quando Jimi, diciannovenne, suonava ancora il R&B nella band di un certo Curtis Knight!

Abbiamo già scritto di Jim Morrison e delle registrazioni “perdute” del London Fog tornate alla luce in un cofanetto per collezionisti appena pubblicato in USA.

Di quelle registrazioni, risalenti al 1966, non si sapeva nulla, ed oggi sono un piccolo tesoro offerto ai sempre numerosi fan dei Doors, sempre alla ricerca di queste reliquie che l’Elektra e i superstiti del gruppo continuano a sfornare in occasione di anniversari e feste comandate.

Ma c’è ancora un mistero, o meglio, una leggenda che aleggia da anni nel web, che  circonda l’esistenza di altri nastri, registrati a Parigi da Jim Morrison nel 1971.
Questi nastri conterrebbero la testimonianza “poetica” delle ultime ore di Jim Morrison: un lascito di poesie, versi, canzoni, che sarebbe poi stato riversato in un introvabile bootleg, un disco pirata dal valore inestimabile: praticamente il Santo Graal dei fan del re Lucertola.

The Lost Paris Tapes è il titolo dato alla misteriosa compilation di poesie e canzoni di Jim Morrison, in parte inedite, che il cantante dei Doors avrebbe registrato a Parigi pochi giorni prima di morire, il 3 luglio 1971 .

Su queste registrazioni, e sul bootleg da esse ricavato, sono nate non poche leggende, incentrate soprattutto sul luogo e sulle circostanze in cui sarebbero state registrate, leggende alimentate, come sempre accade, da chi ne avrebbe voluto trarre un profitto economico.

Ma a partire dal titolo, The Paris Tapes, si tratta in gran parte di  mistificazioni, perchè il nocciolo di queste registrazioni fu effettuato in realtà al Los Angeles, nel febbraio del 1969, dunque ben prima che Morrison volasse a Parigi, dove sarebbe state ritrovate fra le sue cose, dopo la sua morte.

Secondo il tecnico del suono e produttore John Haeny, la parte recitata fu incisa negli studi dell’Elektra il 9 febbraio 1969.
L’episodio è narrato nelle scene introduttive del film di Oliver Stone “The Doors”, in cui vediamo un Jim Morrison barbuto, immerso nel buio di uno studio di registrazione, mandar giù un generoso sorso di whisky e sussurrare i suoi versi: un poeta americano, ormai lontano dal ruolo di rock-star.

Una copia pressoché identica delle registrazioni del 1969, con una track list molto simile, Morrison le aveva con sè nel suo ultimo viaggio a Parigi, e furono consegnata, o dovevano essere consegnate, a Fred Myrow.  Myrow aveva composto le musiche originali di “HWY: An American Pastoral”, un corto sperimentale voluto da  Morrison e da lui stesso interpretato,, girato fra la primavera e l’estate del 1969 nel deserto del Mojave, e probabilmente doveva realizzare con quei nastri un album di poesie musicate.
Per inciso, quel corto, molti anni più tardi, ispirò The Hitcher - La lunga strada della paura, un film del 1986 diretto da Robert Harmon, interpretato da un allucinato Rutger Hauer nel ruolo dell’autostoppista killer che era stato di di Jim Morrison in HWY.

There's a killer on the road
His brain is squirmin' like a toad
Take a long holiday
Let your children play
If you give this man a ride
Sweet family will die
Killer on the road, yeah

Lo stesso Myrow, raccontò nel 1994 che “a seguito del lavoro fatto con HWY e dopo varie discussioni, io e Morrison eravamo d’accordo per farne un musical di cui Jim avrebbe scritto i testi e io avrei composto le musiche. Lo avrei raggiunto a Parigi, lui stava cercando un chalet da prendere in affitto, e lì saremmo passati alla fase di realizzazione di questa piece di cui avevamo tanto discusso, ma sfortunatamente, sapete cosa successe. In effetti se ne andò due o tre settimane prima che io arrivassi a Parigi… fu un colpo tremendo per me”.

Nelle registrazioni del febbraio del 1969  possiamo ascoltare un Jim Morrison serio e rilassato declamare le proprie poesie, ripetere più volte le sessioni per ragioni tecniche o perchè insoddisfatto del risultato, e dare suggerimenti produttivi riguardo a suoni da aggiungere in post produzione.

Gli sforzi profusi per ottenere delle registrazioni di qualità e le istruzioni date a produttore e tecnico, ci fanno pensare che Morrison avesse in mente di utilizzare quelle sessioni per sviluppare un progetto molto più ambizioso, in cui  unire alla voce recitante un sottofondo di suoni e musica.
Si tratta dunque del canovaccio di un’opera a metà strada tra il rock e il reading poetico, in puro stile beat, che mai vedrà la luce, il che si accorda perfettamente con le ambizioni poetiche manifestate da Jim negli ultimi mesi e con la testimonianza di Fred Myrow.

Alcune di queste registrazioni, missate con nuove tracce musicali dai Doors sopravvissuti, Ray Manzarek, Robby Krieger, e John Densmore, saranno successivamente utilizzate nell’album ufficiale “An American Prayer” pubblicato nel 1978.

Il brano “Orange County Suite”, con Jim al piano, con un nuovo sottofondo musicale, verrà pubblicato dai Doors all’interno di un quadruplo CD box set uscito nel 1997 e nuovamente nel 1999 nella compilation CD Essential Rarities.

Due musicisti di strada americani a Parigi

La leggenda narra che il segmento del nastro in cui si sente cantare un Morrison apparentemente ubriaco, sia stato registrato a Parigi con due "musicisti di strada americani" altrettanto ubriachi.
Si tratta di una voce messa in giro per scopi puramente promozionali da un certo Philippe Dalecký, un francese, una merda, forse un pusher di Pamela e Jim, entrato in possesso di alcuni oggetti appartenuti a Morrison nei momenti concitati seguiti al decesso del cantante.

Tuttavia è stato stabilito senza ombra di dubbio che l’evento in questione ebbe luogo nella primavera del 1969 durante la registrazione di The Soft Parade.
Le persone presenti alla registrazione erano Morrison, il poeta Michael McClure all’autoharp e un musicista non identificato.
Paul Rothchild era il tecnico alla console e lo si sente chiaramente parlare sul nastro.

Nel 2002, il tastierista dei Doors Ray Manzarek, del tutto all’oscuro sull’origine della registrazione,fece un riferimento piuttosto avventato a "The Lost Paris Tape" bollandola come  "una cosa senza senso, da ubriachi," e osservando che  "se non l’avete mai sentita, non vi siete persi niente", forse perchè essendo ormai di dominio pubblico, non poteva più essere utilizzata per scopi commerciali.

Jomo & the Smoothies - Orange County Suite

Ad un certo punto Morrison rinuncia al tentativo di eseguire il brano con i due musicisti, e incide "Orange County Suite", un solo recitato con l’accompagnamento di pochi accordi di pianoforte, suonati da lui stesso.

E’ il momento magico: "Orange County Suite" è un affascinante incompiuta, una ballata per la sua vecchia signora, Pamela Courson, un brano probabilmente scartato da almeno due album dei Doors che Mr Mojo tira fuori per l’occasione.
E’ sbronzo, e sta improvvisando. Eppure, ascoltando con attenzione, si sente l'ultimo autentico Jim Morrison, due settimane prima di morire, mentre ruggisce i versi in cui ci racconta della sua donna crudele e delle proprie angosce e ossessioni.
Sono versi poetici che sgorgano liberi, con una struttura compositiva esemplare per cadenza naturale e rima spontanea.
Anche questo segmento è dunque registrato a Los Angeles e non a Parigi.

Morrison affibbia  a questa registrazione il titolo estemporaneo di "Jomo & the Smoothies", dove Jomo non è che l’ennesimo pseudonimo per indicare se stesso.

December 1970 Poetry Session

Il parlato finale fu registrato quasi due anni dopo al Village Recorder Studio C, l'8 dicembre del 1970, giorno del compleanno di Morrison.

 Feast of Friends e HWY

Il bootleg contiene anche Earth, Air, Fire, Water, pochi versi tratti da “Feast of Friends”, un altro film prodotto da Paul Ferrara, Jim Morrison e dai Doors,  così come Dawn Highway e Phone Booth, entrambi tratti da “HWY: An american  Pastoral”.

Per chi volesse ascoltarne una parte ecco il link a “March 1969 Poetry Session”

Elenco dei brani:
(tutti scritti da Jim Morrison).

March 1969 Poetry Session (in realtà si tratta di febbraio)

No. Titolo Durata
1. "Session Start"   1:06
2. "In That Year... [False Start]"   1:02
3. "In That Year..."   3:00
4. "Bird of Prey"   1:55
5. "Tape Noon"   2:22
6. "Whiskey, Mystics & Men"   3:38
7. "Orange County Suite"   5:34
8. "All Hail the American Night"   5:57
9. "The American Night"   0:34
10. "The Holy Shay"   0:37
11. "Hitler Poem"   0:44
12. "Can We Resolve the Past"   1:55
13. "Always a Playground Instructor"   1:32
14. "There's a Belief..."   0:25
15. "Indian, Indian..."   0:18
16. "Woman in the Window"   2:40
17. "She's Selling News..."   1:11
18. "Science of Night"   0:24
19. "Tales of the American Night"   0:36
20. "Now Listen to This"   0:46
21. "Babylon Fading"   0:39
22. "Thank You, O Lord"   0:35

Jomo & the Smoothies

23. "Warm Up & Tuning"   4:30
24. "Starting Now!"   1:14
25. "Orange County Suite"   8:41

December 1970 Poetry Session

26. "Graveyard Poem"   0:50
27. "The Politics of Ecstacy"   0:10


da “Feast of Friends”

28. "Earth, Air, Fire, Water"   0:53

da “HWY”

29. "Dawn's Highway"   3:57
30. "Phone Booth"   2:29

Nessun commento:

Posta un commento