mercoledì 21 dicembre 2016

Doc Savage: il primo supereroe.




È ufficiale: Dwayne “The Rock” Johnson sarà Doc Savage nel film diretto da Shane Black, che adatta le avventure del famoso eroe pulp ideato da Henry W. Ralston e John L. Nanovic nel 1933. Il progetto era in ballo da tempo, anche se nel 2014 era stato fatto il nome di Chris Hemsworth. Ma Black ha poi rivelato, pochi mesi fa: “Doc Savage è nel limbo per ora. Speriamo di farlo l'anno prossimo. Mi piacerebbe molto farlo con un tizio di nome Dwayne Johnson. Ho deciso che Dwayne è quello giusto. Stiamo aspettando finché non sarà disponibile”.
Black, creatore di Arma letale e regista di Iron Man 3 e dell'imminente The Nice Guys, da sempre abile nel coniugare azione e commedia inizierà a lavorare a Doc Savage dopo aver terminato The Predator, nuovo capitolo della saga sci-fi (lui stesso aveva recitato nel primo) che potrebbe riportare in scena Arnold Schwarzenegger. Da parte sua, The Rock ha appena finito di girare il film di Baywatch e apparirà anche nel nuovo adattamento di Jumanji accanto a Jack Black e Kevin Hart.

Ancora una volta il cinema utilizza un personaggio straordinario, ma questa volta si va alle radici, pescando un soggetto della letteratura pulp anni 30 che è considerato a ragione il padre dei supereroi che arriveranno qualche anno più tardi.


Sebbene oggi i supereroi dei fumetti abbiano un successo planetario sia al cinema che nelle serie televisive l’unico media che non riescono ancora a colonizzare è la letteratura: sia fantascienza che fantasy restano immuni al contagio e nemmeno generi letterari pop o neo-pulp più trasversali riescono a darsi come protagonista un supereroe esistente o a crearne uno di sana pianta. Eppure i supereroi sono pop, personaggi adulti per lettori culturalmente maturi e smaliziati, avvezzi a complessità psicologica e montaggi analitici, ma nessuno osa tentare la strada di  una letteratura per così dire, supereroica, di una sorta di letteratura fantascientifica in cui i protagonisti siano personaggi dotati di superpoteri. Eppure i supereroi dei fumetti affondano le propria radici nelle avventure pulp-fiction di un personaggio letterario che anticipò di un paio d’anni Superman: Doc Savage.

A mio avviso non sempre i personaggi dei  Supereroi funzionano al di fuori quello che io considero il loro ambiente naturale - i fumetti. Anche in questi anni in cui di produzioni a base di eroi Marvel e  D.C. ne vengono sfornate un paio all’anno, le serie Tv ottengono un successo di pubblico e di critica e i personaggi di Frank Miller ispirano capolavori assoluti come Sin City, mi capita ancora di sentirmi a disagio alla vista di attori in assurdi costumi che interagiscono con la realtà, sia pure cinematografica del grande schermo. Sarà l’età, ma la mia capacità di “sospendere il giudizio” è limitata, almeno per quanto riguarda il cinema e i supereroi, mentre invece resiste egregiamente con i fumetti o la science fiction, e mi sorprendo ancora a seguire le avventure di re e regine a cavallo di draghi, a zonzo per i sette regni de Il Trono di Spade o le vicende allucinanti di Rick e soci in The Walking Death.

E d’altro canto i supereroi, nati come immagini disegnate, su un media visivo per eccellenza, non hanno mai attecchito nemmeno nella narrativa di fantascienza o fantasy e benché i due romanzi scritti Elliot S! Maggin, sceneggiatore della D.C. Comics (Superman: Last Son of Krypton del 1978 e Superman: Miracle Monday del 1981) fossero storie ben congegnate, credo che nessun altro si sia mai cimentato nel genere.
A meno che non vogliamo considerare come “supereroi” personaggi come Harry Potter, o quelli di Vicious di Victoria Schwab, ancora inedito in Italia, o ancora meglio Tigerman di Nick Harkaway, salutato frettolosamente dai critici inglesi come la prima superhero novel.

Eppure chiunque abbia letto i romanzi di Doc Savage sa bene che i supereroi dei fumetti affondano le propria radici nelle avventure pulp-fiction di questo ed altri personaggi nati nell’America post-depressione.

Dunque la nascita di un supereroe “in prosa” potrebbe essere null’altro che la cosiddetta chiusura del cerchio.

Doc Savage è una delle mie letture giovanili. Avidi lettori di Urania, i miei fratelli maggiori apprezzarono questa serie cui nel 1974 la Arnoldo Mondadori Editore dedicò una sottocollana della collana fantascientifica Urania, Urania Doc Savage.
Doc Savage è a mio avviso uno dei più imitati fra i personaggi dei pulp magazine statunitensi. Fu ideato da Lester Dent, che scrisse la maggior parte delle 181 storie uscite tra il 1933 ed il 1949 ( qualche anno prima di Superman) tutte pubblicate dalla Street and Smith.
Fino al 1947 ebbe periodicità fu mensile, mentre nei due anni successivi divenne a cadenza irregolare.
Dopo i primi due anni, a Dent si alternarono autori come Norman Danberg, Alan Hathway e William Bogart.

Conosciuto anche con il soprannome di "Uomo di bronzo", il vero nome di Doc Savage è Clark Savage, Jr. È un medico chirurgo, scienziato, avventuriero, esploratore, ricercatore e - come rivelato in The Polar Treasure - anche un musicista.

Lester Dent dovette usare lo pseudonimo di Kenneth Robeson, imposto dalla casa editrice, per pubblicare le avventure di questo precursore dei superhero.

Ricordo in particolare il primo romanzo della serie, il cui titolo “La terra dell’eterna notte” era tutto un programma: mistero, azione, una scatenata sequela di peripezie, coincidenze, colpi di scena e di mano attraverso i  quali si dipanavano le avventure di  Doc Savage.
Un eroe che era contemporaneamente miliardario, scienziato eccelso, erudito poliglotta, detective infallibile, atleta invincibile, e che mette questa sua prodigiosa somma di doti al servizio della giustizia, dovunque e contro chiunque. Vi dice qualcosa?

Sulla splendida copertina di Karel Thole, Doc, braccato da qualcuno o qualcosa, indossava una camicia a brandelli, occhiali da sole e stringeva in pugno una pistola automatica, forse una Luger, mentre fantomatici figuri incappucciati lo spiavano da dietro una selva di funghi porcini giganti.

Doc Savage è un pò Batman, un pò Superman, soprattutto con riferimento al padre che finanzia il gruppo di scienziati che lo ha allenato fin dalla nascita, nel corpo e nella mente, fino a fargli ottenere abilità quasi superumane: grande forza e resistenza, memoria fotografica, maestria nelle arti marziali e vaste conoscenze scientifiche (da cui il soprannome “Doc”).
Per mantenere tali capacità egli si dedicava ogni giorno a due ore di intenso allenamento psicofisico. Doc è inoltre un maestro del travestimento e un eccellente imitatore di voci.

“Egli raddrizza torti e punisce i malvagi”.

Ai tempi si trattava di un misto delle capacità deduttive di Sherlock Holmes, delle eccezionali doti fisiche di Tarzan, dell'istruzione scientifica di Craig Kennedy e della bontà di Abramo Lincoln.

Dotato di "spirito cristiano" (Christliness),  il suo carattere e la sua visione del mondo erano evidenziati nel suo giuramento, che è il seguente:

« Che io mi sforzi ogni attimo della mia vita per rendermi migliore e migliore, al meglio delle mie capacità, affinché tutti possano trarre profitto da ciò. Che io pensi al giusto e a dare tutto il mio aiuto a chi ne ha bisogno, senza riguardo per null'altro che la giustizia. Che io possa accettare ciò che viene con un sorriso, senza perdere coraggio. Che io sia rispettoso del mio paese, dei miei concittadini e dei miei collaboratori in tutto ciò che dico e faccio. Che io possa fare il bene a tutti e male a nessuno. »

Il suo quartier generale è all'ottantaseiesimo piano di un grattacielo (anche se non viene mai detto, lo si identifica generalmente con l'Empire State Building a Manhattan, New York che però conta 85 piani escludendo l'osservatorio), mentre in un magazzino in riva al fiume tiene numerosi veicoli che usa nelle sue missioni: auto, aerei, elicotteri (inizialmente un autogiro), un dirigibile e varie imbarcazioni, fra cui un sommergibile.

Possiede in Alaska una propria base dove ogni tanto si ritira e che ha ribattezzato la Fortezza della solitudine (nelle storie del Superman pre-Crisis viene mostrata spesso un analogo posto dove il kriptoniano colleziona i reperti delle sue avventure, un omaggio neanche tanto velato al padre putativo di tutti i supereroi).

Nei combattimenti corpo a corpo è solito neutralizzare gli avversari con una stretta sui centri nervosi alla base del collo precedendo di trent'anni la "stretta Vulcaniana" di Star Trek mentre nel romanzo The Vanisher (L' uomo che scompariva) il villain di turno si serve di un apparecchio di teletrasporto.

Doc è fiancheggiato nelle sue avventure dai "favolosi cinque", che sono nell'ordine:

L'avvocato Theodore Marley "Ham" Brooks e la sua scimmia Chemistry, il chimico Andrew Blodgett "Monk" Mayfair con il suo maialino Habeas Corpus, l'ingegnere civile John "Renny" Renwick, l'ingegnere elettronico Thomas "Long Tom" Roberts, l'archeologo e geologo William Harper "Johnny" Littlejohn tutti questi risultano essere stati suoi commilitoni durante la prima guerra mondiale cui partecipò giovanissimo.
Misogino e quasi asessuato, saltuariamente compare al suo fianco l’affascinante cugina Patricia, che di solito gestisce un lussuoso salone di bellezza.

Il suo arcinemico è John Sunlight, uno dei tanti scienziati pazzi che vogliono conquistare il mondo.
Urania offriva ai suoi lettori questo mondo parallelo di fantascienza e divertimento puro, in una serie mensile per un totale di 18 volumi, dal 1º luglio 1974 al 1º dicembre 1975.

Nello stesso anno il regista Michael Anderson girava il film Doc Savage, l'uomo di bronzo (Doc Savage: The Man of Bronze). Il protagonista era interpretato da Ron Ely, famoso per aver avuto il ruolo di Tarzan in una serie televisiva. La sceneggiatura venne scritta da George Pal (che si era ispirato proprio alla biografia fantastica di Philip José Farmer) ed il personaggio era una sorta di superuomo nicciano con una spiccata fisionomia ariana.

Approfondimenti:


http://www.fantascienza.com/783/il-lato-oscuro-di-doc-savage

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